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A volte le ripetizioni non bastano

A volte le ripetizioni non bastano
5 Agosto 2021

Le ripetizioni, una richiesta in crescita

Molte famiglie negli ultimi anni ricorrono a figure per supportare i figli nello studio e nei compiti. Un’indagine condotta dalla piattaforma Skuola.net-ripetizione (11/06/2021), un servizio online per la ricerca di lezioni private, ha raccolto le interviste di 3500 studenti delle scuole superiori, per tracciare un bilancio di fine anno sul tema: circa 1 su 4 è ricorso a ripetizioni private, soprattutto per colmare delle lacune in alcune discipline.

Perché le ripetizioni non bastano

Con le ripetizioni si riprendono dei contenuti disciplinari lacunosi e con il supporto dell’insegnante si colmano alcune incomprensioni. Talvolta questo livello di supporto non basta poiché interviene solo ad un livello del processo di apprendimento, la comprensione. Tuttavia, affinchè il contenuto sia applicato in maniera autonoma dal ragazzo, richiede un consolidamento che permetterà un successivo recupero anche in condizioni diverse (es. tempi più ristretti della verifica, ansia, diverse tipologie di esercizi..).

Risulta quindi evidente come la figura di supporto allo studio individuale deve possedere non solo specifiche competenze didattiche, ma anche precise conoscenze dei meccanismi implicati dell’apprendimento.  
 
Per questi motivi è utile ricorrere a figure professionali opportunamente formate, tutor dell’apprendimento, che aiutano il ragazzo a sviluppare le strategie per affrontare i compiti e lo studio. Un tutor adeguatamente formato è capace di personalizzare l’intervento a seconda delle caratteristiche peculiari di ciascun bambino e ragazzo, scegliendo e condividendo gli obiettivi di lavoro con la famiglia.

Come scegliere un tutor dell’apprendimento? 

Attualmente non esistono riconoscimenti ufficiali, albi o formazioni obbligatorie che definiscono la figura del tutor.  E’ importante per questo motivo che i genitori facciano un colloquio conoscitivo con l’aspirante tutor, per valutare la sua formazione, eventuali specializzazioni in relazione alle difficoltà del figlio (DSA, ADHD ecc..) e le sue esperienze. Inoltre vanno richieste le modalità di impostazione del lavoro, come intende operare. Dopo una prima fase di osservazione è importante che il tutor condivida con i genitori gli obiettivi e come intende realizzarli.  Un tutor preparato progetta un intervento personalizzato, che sappia rispondere agli specifici bisogni del ragazzo e promuova le sue personali potenzialità. Successivamente il tutor dovrebbe prevedere dei colloqui di monitoraggio con i genitori, per condividere progressi, difficoltà e favorire una generalizzazione dei risultati.

Il Centro per l’età evolutiva da una decina d’anni propone corsi per tutor e supervisioni al loro lavoro.

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