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Sviluppo psicomotorio: perché mio figlio non cammina?

Sviluppo psicomotorio del bambino
17 Marzo 2017

Lo sviluppo motorio è di fondamentale importanza durante i primi anni di vita: il corpo è il mezzo principale con cui il bambino conosce ed esplora l’ambiente, ma è anche un importantissimo indicatore del benessere del bambino e della sua salute globale.
 
Attraverso la qualità del movimento si può verificare un buon funzionamento del sistema cognitivo, del sistema neuro-muscolare, delle competenze relazionali ed emotive. Allo stesso modo, se lo sviluppo motorio è in ritardo o si presenta disarmonico è necessario prestare attenzione ad alcuni segnali di rischio e, in caso di dubbio, chiedere la consulenza di un esperto: il neuropsicomotricista.

Ritardo dello sviluppo motorio: riconoscere i segnali di rischio

Per quanto riguarda lo sviluppo motorio vi è una certa variabilità individuale, per cui ogni bambino cresce secondo i suoi tempi.
 
Tuttavia le tappe di sviluppo sono una conseguente all’altra e se una è in ritardo, tutte le successive ritarderanno.
 
Per monitorare la crescita senza generare falsi allarmismi, pertanto, vengono individuati alcuni “cancelli” di tempo, entro i quali una funzione deve essere acquisita, per poter proseguire con le successive e per facilitare l’individuazione di eventuali ritardi dello sviluppo motorio.
 
Se ciò non avviene, significa che il bambino non si trova più nel normale range di variabilità ed è consigliabile rivolgersi a uno specialista di neuro e psicomotricità.

Tappe fondamentali dello sviluppo motorio

Alcuni dei principali “cancelli” per lo sviluppo motorio nei primi anni di vita sono:

  • 8 mesi il bambino sta seduto da solo, senza appoggio. Da questa posizione osserva il suo corpo e il mondo, interagisce con esso, afferrando e portando alla bocca gli oggetti con entrambe le mani.

Come posso stimolare lo sviluppo motorio del mio bambino a 8 mesi? Il genitore può creare un “cestino dei tesori”, una semplice scatola con oggetti interessanti, colorati, sonori, morbidi e duri, lisci e ruvidi, da far esplorare al proprio bambino e da nascondere, giocando con lui.
 

  • 12 mesi il bambino sta in piedi con appoggio e può provare a fare qualche passo. Risponde al suo nome e indica alcuni oggetti se nominati, ritrovandoli se nascosti dall’adulto.

Come posso stimolare lo sviluppo motorio del mio bambino a 12 mesi? Per allenare la muscolatura di gambe e braccia e la motivazione del bambino ad alzarsi in piedi, si può organizzare lo spazio di gioco su diversi livelli di altezza, posizionando giochi di interesse sul divano, per terra, su uno sgabello.
 

  • 18 mesi il bambino cammina da solo, esplora in modo attivo l’ambiente. Afferra oggetti molto piccoli con pollice e indice, prova a mangiare da solo, inizia a scarabocchiare e a lasciare un’impronta di sé nel mondo.

Come posso stimolare lo sviluppo motorio del mio bambino a 18 mesi? Travaso è la parola d’ordine. Scatole piene di bottoni, palline, legumi da travasare con le mani, con un cucchiaio, con un imbuto saranno giochi molto apprezzati. In momenti di tranquillità, si possono proporre foglio e pennarello a punta grossa per scarabocchiare.
 

  • 24 mesi il bambino cammina, salta e prova a correre, lancia la palla e la può riprendere se fatta rotolare per terra. Guarda il suo corpo e riconosce su di sé cinque parti.

Come posso stimolare lo sviluppo motorio del mio bambino a 24 mesi? Si possono creare piccoli percorsi psicomotori in casa: salto sui cuscini, passo sotto il tavolo, lancio la palla. È ottimo passare del tempo con il proprio bambino davanti allo specchio, osservando e denominando le parti del corpo in un momento di coccole e di apprendimento. 

Valutazione specialistica: quando ricorrere al neuro-psicomotricista

Quando un bambino mostra di essere un po’ in ritardo rispetto ai suoi coetanei, o di avere difficoltà in alcune abilità, i genitori non devono immediatamente allarmarsi: i bambini, infatti, crescono velocemente e imparano nuove cose ogni settimana.
 
Se i “cancelli” non vengono rispettati, invece, si considera necessario effettuare un approfondimento ricorrendo a specialisti in neuropsicomotricità, perché il riconoscimento precoce e l’intervento immediato possono modificare in positivo lo sviluppo e riabilitare in modo efficace un disturbo più complesso.
 
In questo senso, il Centro per l’Età Evolutiva di Bergamo, in un’ottica di multidisciplinarietà, si avvale della collaborazione di due terapiste della neuro e psicomotricità, esperte dello sviluppo motorio del bambino.