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AUTOEROTISMO INFANTILE: COSA FARE?

AUTOEROTISMO INFANTILE: COSA FARE?
16 Novembre 2020

L'autoerotismo, o masturbazione, infantile è un argomento poco trattato perché ancora per molti è visto come "tabù". Tuttavia si tratta di una pratica frequente che rappresenta una normale tappa dello sviluppo del sé. L'età della scoperta del proprio corpo in questo senso è variabile: ci sono bambini che già a 12/18 mesi scoprono il piacere derivato dallo sfregamento degli organi sessuali, altri che lo intuiscono verso i 3 anni, altri ancora molto più avanti.
 
Inizialmente vi è una vera e propria fase di scoperta; poi può capitare che i bambini pratichino l'autoerotismo nei momenti di noia, tensione, o accentuino questa pratica nei periodi di disagio affettivo.
 
Ogni bambino è a sé e ogni storia di vita è differente dalle altre: ne deriva che non va in alcun modo paragonato il comportamento di un bambino con quello di un altro.

"MIO FIGLIO PRATICA SPESSO L'AUTOEROTISMO: COSA POSSO FARE?"

  • Allentiamo la nostra preoccupazione: è una normale fase di scoperta, e come tale la sua frequenza diminuirà.
  • Non rimproveriamo, non sgridiamo, non impediamo che lo faccia, non invitiamo alla moderazione e non distraiamo apertamente il bambino: non deve passare il messaggio che è una cosa che "non si fa" e che crea imbarazzo. Ne potrebbe derivare una compromissione dello sviluppo della sfera sessuale o un incentivo a compiere un gesto che pare "proibito".
  • Analizziamo la giornata: quanto tempo passiamo con lui e in che modo? E' possibile ricreare spazi aggiuntivi di "qualità" insieme (anche da soli, se sono presenti fratelli o sorelle)?
  • Impegni extrascolastici: il bambino è impegnato in attività interessanti che promuovano la realizzazione di sé? L'incentivo (non esasperato) di queste attività può contrastare i momenti di autoerotismo, che al contrario forniscono un fugace senso di realizzazione personale.
  • Ben vengano attività manuali, giochi sensoriali e musicali, utilizzo di colori, acquaticità e giochi di espressione corporea.
  • Essenziale è passare del tempo con gli altri, al di fuori della famiglia, e misurarsi insieme in giochi corporei e sociali.
  • Può essere utile la lettura di libri consoni all'età del bambino che spieghino la fisiologia degli organi genitali, ma anche la procreazione e concetti come amore, sessualità e piacere (non è mai troppo presto per parlarne!).
  • Introdurre il concetto di "privacy": ci sono cose che si possono fare in alcuni contesti e in altri no ("Posso toccarmi a casa, nel mio letto, ma a scuola no").
  • E' bene che il bambino o la bambina percepisca un contesto di normalità e possa fidarsi di esternare le sue necessità in un clima di complicità con i propri genitori ("Posso fidarmi perché non mi sento giudicato o colpevolizzato").
  • Se l'argomento ci mette particolarmente in difficoltà, fermiamoci un attimo a riflettere sul nostro rapporto con la sessualità, oggi e nel passato.
  • Se il comportamento del bambino ci pare eccessivo o inadeguato all'età, o la nostra preoccupazione o disagio rimangono alti, è meglio parlarne con un esperto.