Capire quando rivolgersi al logopedista non è sempre semplice. Alcune difficoltà possono sembrare transitorie, altre più evidenti, e non è sempre facile capire quando sia opportuno approfondire.

Di seguito approfondiamo alcune aree di intervento del logopedista, per chiarire quando può essere utile chiedere un consulto, ridurre l’incertezza e incoraggiare a non rimandare, valorizzando l’importanza di un intervento tempestivo.

 

Il linguaggio

Il linguaggio è l’ambito più conosciuto dell’intervento logopedico e comprende sia la capacità di comprendere ciò che viene detto, sia quella di esprimersi. Lo sviluppo linguistico nei bambini può essere molto variabile: esistono tappe di riferimento e, sebbene ogni bambino possa seguire ritmi leggermente diversi, alcune devono essere raggiunte entro determinate tempistiche per garantire uno sviluppo fisiologico del linguaggio.

Alcuni campanelli d’allarme riguardano:

  • l’assenza di lallazione o di gesti comunicativi intorno ai 12 mesi,
  • la mancanza di parole a 18 mesi,
  • un vocabolario molto ridotto o l’assenza di combinazioni di parole a 24 mesi
  • un linguaggio ancora poco comprensibile o poco strutturato a 36 mesi;

a questi si affiancano le osservazioni che mamma e papà possono fare quotidianamente, ad esempio vedere che il proprio bimbo parla poco o non parla, fatica ad esprimersi e risulta difficilmente comprensibile rispetto all’età.

Anche le difficoltà di comprensione sono importanti da osservare: ad esempio, quando il bambino non segue indicazioni o richieste come ci si aspetta, oppure quando risponde in modo poco pertinente o impiega molto tempo a rispondere.

Una valutazione logopedica aiuta a capire se si tratta di una fase di sviluppo ancora in evoluzione oppure di una difficoltà più specifica che può trarre beneficio da un supporto mirato.

Intervenire presto è importante: non è necessario aspettare la fine della scuola dell’infanzia. Se emergono dei dubbi, è possibile iniziare un percorso già ai primi segnali di difficoltà, accompagnando lo sviluppo in modo tempestivo ed efficace.

 

Gli apprendimenti scolastici

Il logopedista interviene anche negli apprendimenti scolastici, come la lettura e la comprensione del testo, la scrittura, e la matematica. Durante la scolarizzazione è normale che i bambini commettano errori e procedano per tentativi: queste abilità richiedono tempo, pratica ed esperienza per consolidarsi.

È però importante osservare come evolvono nel tempo. Alcune difficoltà si riducono con l’esercizio, mentre altre possono persistere e rendere l’apprendimento più faticoso.

Può essere utile approfondire quando il bambino fatica ad associare in modo stabile suoni e lettere, legge lentamente o con molti errori, oppure presenta difficoltà nella scrittura che non migliorano, o migliorano molto lentamente. Anche la comprensione del testo può risultare fragile: può essere difficile cogliere il significato generale, recuperare le informazioni, fare collegamenti o rispondere alle domande.

In altri casi, le difficoltà riguardano la gestione dei compiti: comprendere le consegne, individuare le informazioni importanti o organizzare i passaggi necessari.

A volte si tratta di fasi temporanee dello sviluppo; in altre, le difficoltà possono rientrare in quadri più specifici, come i DSA. In ogni caso, il percorso logopedico ha l’obiettivo di comprendere il funzionamento del bambino, potenziarne le competenze e aiutarlo a sentirsi più sicuro ed efficace, attraverso strategie e strumenti personalizzati.

 

La terapia miofunzionale

La terapia miofunzionale è un ambito meno conosciuto della logopedia e riguarda le funzioni orali, come la respirazione, la deglutizione, la masticazione e la postura della lingua. Queste funzioni influenzano molte aree della salute, tra cui lo sviluppo armonico del viso (dentatura e occlusione inclusa), la postura e la corretta produzione dei suoni.

Il percorso logopedico si svolge spesso in collaborazione con altri professionisti, come l’ortodontista, l’otorinolaringoiatra, il fisioterapista, il posturologo e l’osteopata, all’interno di un approccio integrato.

È utile osservare alcuni segnali: ad esempio, se il bambino respira spesso con la bocca, deglutisce spingendo la lingua in avanti o mantiene a riposo una postura della lingua non corretta. La lingua, per esempio, può posizionarsi tra i denti, restare bassa oppure risultare leggermente in avanti. Queste modalità possono comparire sia a riposo sia durante la deglutizione o mentre parla.

Anche alcune abitudini orali meritano attenzione, come il succhiamento prolungato del dito, l’uso del ciuccio oltre l’età tipica, il mangiarsi le unghie o mordere labbra, guance o oggetti. Se persistono nel tempo, questi comportamenti possono influenzare l’equilibrio delle funzioni orali e lo sviluppo delle strutture del viso.

 

Conclusioni

La valutazione logopedica è uno spazio di ascolto e osservazione che aiuta a dare un significato più chiaro ai segnali dello sviluppo, per capire se rientrano nel normale percorso di crescita o se è utile un approfondimento mirato.

Quando emerge un’incertezza, un confronto tempestivo può aiutare a fare chiarezza e a sentirsi più orientati.

Spesso il primo valore del consulto logopedico è proprio questo: uscire dal dubbio. Capire come stanno andando le cose aiuta a sentirsi più tranquilli e a non restare nell’incertezza.

Il confronto permette di avere un quadro più chiaro del momento di sviluppo del bambino e, se necessario, di essere accompagnati in un percorso graduale e guidato, che aiuta il bambino e la famiglia a capire come muoversi, costruendo nel tempo fiducia, autostima e senso di efficacia.

 

Al Centro per l’Età Evolutiva vengono effettuate valutazioni e prese in carico in ambito logopedico. Contattaci per un primo consulto.