E adesso? Perché la parola autismo fa ancora paura
Per un genitore, intraprendere un percorso diagnostico è una scelta complessa, che può implicare emozioni contrastanti, insicurezze e molte domande. La volontà di comprendere le difficoltà dei propri figli e trovare strumenti per fornire loro un aiuto può essere accompagnata dal timore per il futuro e per ciò che non si conosce. Il tema della diagnosi, nella mente di un genitore, può essere spesso associato al concetto di “gravità”, proprio perché definire una condizione, in termini diagnostici, porta ad una nuova consapevolezza che non può prescindere dalla definizione diagnostica e dall’”etichetta” che viene fornita dallo specialista. Il lavoro di sensibilizzazione che i professionisti clinici devono portare avanti, per aiutare il genitore a percepire il processo diagnostico come un punto di partenza verso una nuova comprensione e non come un punto di arrivo che “definisce” ed “etichetta”, è sempre di fondamentale importanza e non deve essere dato per scontato.
Prendiamo come esempio la diagnosi di autismo. Negli ultimi anni è sicuramente aumentata la sensibilizzazione sul tema dello Spettro dell’Autismo e sulla diversità delle individualità che si ritrovano al suo interno. Diversi individui possono condividere un’etichetta diagnostica e alcune caratteristiche di funzionamento ma possono condurre vite completamente diverse, avere diverse abilità, interessi, difficoltà e punti di forza ed essere più o meno adattati ai propri contesti di vita.
Non dobbiamo però dimenticare quanto la parola autismo possa spaventare un genitore e far nascere in lui diverse domande:
- Come farà mio figlio a stare bene con i suoi compagni?
- Come sarà il suo futuro?
- Potrà vivere una vita normale?
- Perché anche mio figlio, che parla e ha interesse ad avere degli amici, è autistico?
- Perché le persone mi dicono “non è possibile che tuo figlio sia autistico! Non si vede!”
- Ma se mio figlio è autistico, l’autismo è lieve?
Queste sono tutte domande legittime, che meritano uno spazio adeguato di ascolto, comprensione e risposta. Pensare allo spettro dell’autismo come una condizione neurobiologica, e dunque come un funzionamento del cervello, che prevede un diverso modo di percepire e adattarsi all’ambiente, può sicuramente aiutare il genitore ad avere un altro punto di vista che vada oltre la dicotomia tra “lieve e grave”.
Ricevere una diagnosi di autismo per il proprio bambino ci informa su come il nostro bambino funziona, e un percorso diagnostico personalizzato si focalizza sulle fragilità e i punti di forza specifici del bambino, aiutando la sua famiglia e il suo contesto di vita a comprenderlo meglio e a supportarlo.
Potremmo incontrare bambini autistici che vivono importanti difficoltà socio-relazionali in ambiente scolastico, ma che si trovano maggiormente a proprio agio in piccolo gruppo, o quando praticano attività di loro interesse e che sviluppano il proprio senso di autoefficacia. Potremmo incontrare bambini autistici con importanti difficoltà sul piano sensoriale, che vivono costantemente momenti di sovraccarico e le persone all’interno dei loro contesti di vita faticano a comprendere l’origine del loro disagio. Potremmo ancora incontrare bambini autistici che vivono difficoltà di regolazione emotiva e comportamentale, o manifestano sintomatologia ansiosa o dell’umore. Così come potremmo incontrare bambini autistici che vivono con un buon grado di adattamento in tutti i loro contesti di vita, sperimentando autoefficacia. Ognuno di questi bambini è un individuo, ognuno di loro merita di essere capito nella propria storia, nei propri interessi e nelle proprie fragilità, e aiutato ad essere e a diventare chi è.
Il lavoro del Centro per l’Età Evolutiva
Il Centro per l’Età Evolutiva di Bergamo si occupa di valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi del neurosviluppo e delle difficoltà emotivo–relazionali, offrendo percorsi individuali e di gruppo personalizzati.
L’approccio del Centro mette al centro la relazione, l’ascolto e l’accoglienza, elementi fondamentali per costruire percorsi efficaci e rispettosi dei bisogni di ogni persona.
📍 Le sedi del Centro
• Via dei Partigiani 5 – percorsi per bambini (0–13 anni)
• Via Verdi 1/M – percorsi per adolescenti, giovani adulti e adulti






