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GENITORI SEPARATI? COME AIUTARE I VOSTRI FIGLI

GENITORI SEPARATI? COME AIUTARE I VOSTRI FIGLI
8 Febbraio 2022

La separazione dei genitori mostra ai figli che le relazioni possono essere fragili e che certe situazioni sono al di fuori del loro controllo; ma questa esperienza dolorosa può rappresentare anche un’occasione di crescita a seconda del modo in cui viene gestita dai genitori. Se la separazione è particolarmente conflittuale, se i genitori continuano ad accusarsi e, ancora peggio, se utilizzano i figli come armi per ferirsi, la lezione che i bambini impareranno sarà un modello relazionale traumatico. Se invece i genitori riescono a mantenere dei rapporti rispettosi, se si dimostrano capaci di supportare i figli in modo consono rispetto alla loro età, questo aumenta le possibilità che i figli riescano a superare questo momento difficile e a trovare nel tempo un nuovo equilibrio.

Anche quando è stata preceduta da un lungo periodo di conflitti, allontanamenti provvisori e riavvicinamenti non andati a buon fine, la separazione è sempre traumatica perché mette i coniugi di fronte ad un fallimento che richiede il cambiamento del progetto di vita. Questa decisione coinvolge emotivamente non solo i due partner, ma anche tutti quelli che fanno parte del contesto familiare ed amicale. Quelli maggiormente coinvolti sono però i figli, in quanto sono proprio loro che, generati da quella coppia, continuano ad essere il testimone e il collante di quell’unione nel tempo.

La separazione, in alcune circostanze e dopo un lungo periodo di accesa conflittualità anche agita fra coniugi, può essere vissuta dai figli anche come una “liberazione”, ma comporta comunque sempre difficoltà e necessita di elaborazione. Nella maggior parte dei casi, inoltre, la separazione non è un punto di arrivo dove magicamente la conflittualità si scioglie, ma piuttosto il punto di partenza per la ricerca di un nuovo equilibrio in cui ancora rabbia, aggressività, frustrazione, angoscia e colpa circolano nel contesto relazionale, con conseguenze distruttive e destrutturanti sui figli. Se infatti l’ambivalenza e la conflittualità fanno parte del normale gioco di coppia, nella separazione l’impossibilità di recupero fa sì che i conflitti siano difficilmente gestibili e arginabili nella dimensione duale, tanto da coinvolgere gli altri membri della famiglia.

In queste situazioni i bambini rischiano di essere eccessivamente responsabilizzati e sottoposti a scelte che non possono e non devono competere loro, come ad esempio esprimersi direttamente sulla scelta di convivenza o sulla presenza di uno o dell’altro genitore.

E’ importante che i genitori prendano in considerazione le esigenze dei figli: ad esempio rendendosi conto che un bambino deve poter capire che cosa sta succedendo, per poter evitare che si faccia delle idee sbagliate, spaventarsi o diventare ansioso, ma soprattutto che ciò che sta succedendo non implica la perdita di uno dei genitori. Se al bambino non viene spiegato il motivo per cui uno dei genitori sta andando via di casa, il bambino potrà pensare che prima o poi anche l’altro genitore andrà via e lui resterà da solo. Potrà anche pensare di essere stato lui, con i suoi capricci e i suoi comportamenti, la causa delle incomprensioni dei genitori, oppure che è un destino di tutti i matrimoni quello di finire con un divorzio.

I bambini lavorano molto con l’immaginazione e per far sì che questa non si ritorca contro loro stessi è necessario mettere un filtro. Questo filtro sono le parole, gli atteggiamenti affettuosi e la comprensione dei genitori, che li aiutano ad accettare gradualmente la nuova condizione e consentono loro di fare domande per poter esprimere le proprie paure, dubbi e incertezze. In questo modo si dà ai bambini la possibilità di esprimere i propri sentimenti, senza reprimerli o trasferirli sul corpo.

La grande sfida dei genitori è quella di poter offrire ai figli una stabilità negli inevitabili cambiamenti che la vita comporta, perché non c’è nulla che i genitori o la famiglia possano fare che garantisca con sicurezza benessere o sofferenza, felicità o infelicità nei figli. La stabilità affettiva consente ai bambini di non dubitare dell’amore dei genitori, qualsiasi cosa stia accadendo nella vita di coppia o familiare. E’ possibile garantire una stabilità familiare anche quando i genitori non stanno più insieme, grazie anche alla presenza dei nonni che possono diventare un punto di riferimento fondamentale per i bambini. Infine è importante riuscire a garantire una stabilità morale, accogliendo le diversità ed evitando i giudizi assoluti, e accompagnare i bambini ad accettare i cambiamenti quando è necessario e ad accogliere il nuovo senza eccessivi timori e con fiducia.