info@centroetaevolutiva.it

Tel. 035 233974

linkedin-icon.png googleplus-icon.png

News, innovazione e ricerca

Bambini iperattivi o vivaci?

Bambini iperattivi o vivaci?
19 Aprile 2017

Spesso genitori e insegnanti si trovano di fronte quei bambini energici, che amano correre, saltare, arrampicarsi, giocare alla lotta e che vengono impropriamente descritti come “iperattivi”. Spesso però, si tratta semplicemente di bambini vivaci, interessati all’ambiente circostante e curiosi di esplorarlo con tutti i mezzi possibili: occhi, mani e tutto il corpo.
 
Questi bambini hanno un carattere vispo, sentono il bisogno di muoversi, corrono tanto, ma sono anche in grado di fermarsi.  Proprio la consapevolezza di potersi fermare, di riuscire a modulare e regolare la propria dinamicità è un primo indicatore che separa il normale carattere vivace del bambino dal sospetto di iperattività o ADHD.
 

ADHD, cosa è?

Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività - acronimo italiano DDAI, più noto con l’inglese ADHD - è una vera e propria sindrome, non solo una caratteristica normale del bambino.
 
I bambini con ADHD presentano una triade di manifestazioni: disattenzione, impulsività e iperattività. Hanno importanti e persistenti difficoltà nel mantenere l’attenzione su un compito o su un gioco, nel controllare l’impulso ad agire, nel regolare in generale il livello di attività.
 

ADHD, come si manifesta?

I bambini con ADHD si muovono tanto, ma fanno faticano anche quando si trovano coinvolti in giochi motori con i loro coetanei, perché non sempre riescono a ricordare o a rispettare le regole e il loro movimento è poco preciso, controllato e stabile.
 
Queste difficoltà si manifestano sempre, a scuola come a casa o al parco, non dipendono solo da stanchezza, agitazione o bisogno di muoversi e non sono causate dalla “maleducazione”: anche dopo essere stati ripresi più volte, i bambini con ADHD non riescono a fermarsi, ad autoregolarsi, né a concentrarsi su una cosa sola.
 
Questo perché l’origine dell’ADHD non è educativa, bensì neurobiologica e interessa il funzionamento e la modulazione dei neurotrasmettitori del Sistema Nervoso Centrale.
 

Come intervenire in caso di Disturbo da Deficit dell’Attenzione con Iperattività?

Per quanto riguarda l’ADHD, anche se non è possibile eliminare le cause del disturbo, si può certamente intervenire sull’aumento della durata dell’attenzione, sul controllo dell’impulsività, sulle funzioni esecutive, sulla consapevolezza delle proprie difficoltà e sull’apprendimento di strategie, tramite un percorso integrato che coinvolge il bambino e i suoi genitori.
 
Con questi ultimi è scientificamente dimostrata l’efficacia del Parent Training, un ciclo di incontri per apprendere nuove modalità educative e di gestione dell’ADHD, che il Centro per l’Età Evolutiva propone periodicamente nell’arco dell’anno. Qui è possibile visitare il calendario.
 
Anche gli insegnanti devono essere coinvolti e mettere in pratica adeguate strategie comportamentali per adattare lo spazio e i tempi di lavoro; favorire la consapevolezza dell’attenzione e far rispettare le regole comportamentali in classe in modo coerente.
 
Gli insegnanti e i genitori che si relazionano con bambini vivaci o iperattivi possono mettere in pratica alcuni piccoli metodi educativi utili:

  • essere rassicuranti e punto di riferimento fermo, degno di fiducia
  • giocare insieme, scegliendo una attività e portandola a termine
  • essere chiari, concordare poche e semplici regole, spiegandone le conseguenze
  • premiare i piccoli comportamenti positivi, fornendo un modello adeguato da imitare
  • definire in modo chiaro quali comportamenti negativi si vogliono ridurre ed essere coerenti nell’applicare conseguenze.